
Il nuovo scooter Yamaha propone un simpatico contrasto tra le proprie linee, chiaramente ispirate agli anni '60, e le soluzioni tecniche all'avanguardia, uniche nel panorama dei ciclomotori.
Se diamo uno sguardo al passato, il faro anteriore rotondo, con cornice cromata, fissato appena sopra il parafango e il manubrio nudo fanno il verso alla Vespa. Mentre la parte posteriore allungata ricorda da vicino la più acerrima rivale dello scooter di Pontedera: la Lambretta.
Rimanendo ai giorni nostri, il propulsore a quattro tempi montato su un ciclomotore non è più una novità, ma l'iniezione elettronica e la distribuzione a tre valvole (due di apertura e una di chiusura), invece, lanciano Giggle in un futuro fatto di consumi eccezionalmente bassi e di emissioni inquinanti insignificanti.
A tutto ciò si aggiungono particolari curiosi come lo scudo solidale al manubrio, che ne segue quindi le rotazioni, e l'atipica apertura laterale della sella, che consente l'accesso ad un vano di ben 33 litri, ricavato grazie al posizionamento del serbatoio sotto la pedana.
Yamaha assicura che, nonostante la sella sembri corta e sottile, il confort di seduta è eccellente per pilota e passeggero. Al contrario, la forcella dall'aspetto motociclistico, a causa della ridotta escursione, non è in grado di assorbire con efficacia le irregolarità dei malandati fondi stradali italiani, anche se i larghi e panciuti pneumatici, da questo punto di vista, aiutano.
Nella lista degli accessori dedicati spiccano cestino e portapacchi anteriore e posteriore in tubolare cromato, mentre, forse per la singolare apertura della sella, manca un bauletto dedicato, anche se sono disponibili piastre per il fissaggio dello stesso ed altri articoli correlati.
La colorazione bianco-gialla è sicuramente più in sintonia con lo stile di Giggle, mentre la nera smorza fin troppo i toni di uno scooter che urla a tutti la propria originalità.
Data: 02-7-2008