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Prova Suzuki SIXteen

SIXteen segna l'ingresso di Suzuki nel segmento scooter a ruota alta. Studiato e progettato appositamente per l'uso cittadino sottolinea l'aspetto giovane e sportivo del mezzo.

DESIGN
Non c'è traccia della famiglia Burgman in SIXteen. Il faro richiama gli elementi frontali della linea sportiva GSX-R, gli indicatori di direzione sono compatti e ben si integrano nello scudo più snello e filante rispetto ai concorrenti. Le ruote da 16 pollici sono il simbolo di questo nuovo Suzuki e sono montati su cerchi a 5 razze dall'aspetto decisamente sportivo. Nel retro scudo troviamo un pratico gancio per borse che avremmo preferito posizionato leggermente più in alto. Anche il vano portaoggetti è profondo ma angusto. La strumentazione è completa e leggibile nonostante il piccolo display digitale presenti cifre troppe piccole. Tra le informazioni fornite segnaliamo l'utile indicazione dei chilometri residui alla successiva ispezione di manutenzione ordinaria.
I comandi risultano di disegno un po' datato, li avremmo preferiti più moderni e in linea con lo spirito giovanile dello scooter.
La sella ben sagomata cela un vano porta casco demi-jet e il tappo per il rifornimento carburante. In linea con lo spirito sportivo di SIXteen ci è piaciuta molto la parte posteriore con un gruppo ottico e la punta posteriore che si avvicinano molto alle unità più sportive di casa Suzuki. Il cavalletto centrale è facile da azionare mentre il laterale è disponibile come optional. Gli altri accessori disponibili a richiesta sono dediti a personalizzare l'estetica del veicolo: cover specchi, blocchetto accensione e griglia frontale in carbon look e stickers floreali per le plastiche. Per l'utilizzo quotidiano segnaliamo un capiente bauletto da ben 37 litri in tinta con la carrozzeria ed un parabrezza di dimensione intermedie molto utile in città.

CICLISTICA
La nostra prova comincia subito nel terreno più adatto a SIXteen: la città. La sella posta a soli 800 mm da terra facilita la messa a terra dei piedi. Ancor di più ci è piaciuta la piacevole sagomatura della pedana poggiapiedi che non interferisce mai con le gambe del pilota durante le soste ai semafori. Il retro scudo garantisce notevole spazio per le gambe e l'abitalilità di piloti di qualsiasi statura. Si nota subito la differenza dalla famiglia Burgman. Non ci troviamo seduti in poltrona, schiena dritta e manubrio più in basso rispetto alle braccia forniscono posizione più idonea per condurre SIXteen nel caotico traffico cittadino. I tecnici Suzuki durante la nostra prova ci hanno spiegato la cura nel dimensionamento del'interasse al fine di realizzare un veicolo decisamente maneggevole e al tempo stesso molto stabile. Le sospensioni son ben settate e filtrano al meglio le asperità di buche e pavé nonché l'attraversamento dei binari tranviari. La giusta posizione in sella favorisce anche le manovre da fermo e il divincolarsi dal caotico traffico cittadino. Usciti dalla città abbiamo una gradevole sorpresa: le ruote da 16 pollici danno a SIXteen una ciclistica orientata alla moto, il telaio rigido non flette e si possono affrontare le curve a velocità decisamente elevate contando su un rigore e una stabilità ciclistica esemplare. La sportività del veicolo la troviamo anche nel comparto freni. La leva sinistra aziona simultaneamente il disco anteriore e quello posteriore garantendo notevole stabilità nelle decelerazioni soprattutto su percorsi con pavimentazione irregolare. La leva destra aziona solo il disco anteriore garantendo decelerazioni più grintose.

PRESTAZIONI
Il propulsore di Sixteen è un'unità completamente nuovo e progettata ad hoc per l'utilizzo urbano. La versione da 150 centimetri garantisce uno spunto da fermo decisamente grintoso e l'accelerazione è assimilabile ai concorrenti di cilindrata superiore (200cc). Questa caratteristica favorisce gli 'stop and go' in città tra un semaforo e l'altro. Lo spunto si mantiene corposo fino a velocità prossime ai 90-100 km/h e il variatore ben supporta l'accelerazione senza dare segni di cedimento o slittamento. Ma la caratteristica più saliente è stata la sobrietà del propulsore che grazie anche ad un serbatoio di 8,5 litri garantisce un'elevata autonomia. Raffreddato a liquido e provvisto di ventola il monocilindrico opera sempre ad una temperatura di esercizio costante, sull'esemplare in prova abbiamo notato un prolungato lavoro della ventola nel caotico traffico urbano. La versione da 125 centimetri cubici dimostra prestazioni sensibilmente inferiori ma in città risulta sufficientemente adeguato per eludere abilmente il traffico.

CONCLUSIONI
Proposto a 2.995 euro in versione 125cc e 3.145 euro in versione 150cc SIXteen ci ha colpito per la qualità costruttiva generale e il livello ciclistico. Avremmo preferito dei comandi al manubrio di disegno più moderno e il display digitale di dimensioni più grandi. Ottima l'abilità e l'ergonomia nella guida, più carente il vano sottosella che accoglie unicamente un casco demi-jet. I nuovi motori sono decisamente potenti e la trasmissione è esente da critiche. Buona la scelta di colori: apprezziamo lo sportivo nero opaco e il Blu, immancabile il grigio argento e il bianco, quest'ultimo accoppiato ad un elegante marrone per il rivestimento della sella.
Data: 30-4-2008

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