
Prestazioni ed efficacia consentono di emergere nella guida in Superbike. Sono le stesse caratteristiche che hanno guidato gli ingegneri Kawasaki, nel realizzare la supersportiva ZX-10R.
DESIGN
Kawasaki cambia schema con il design di ZX-10R. Linee spigolose e tagli netti soprattutto nel frontale, per rompere con il passato e ottenere una linea inedita. I due fari sono leggermente bombati e spuntano dal profilo del cupolino. Tra loro è ricavata una generosa presa d'aria per l'alimentazione dell'airbox. Le barre degli specchietti retrovisori sorreggono anche le frecce, che risultano letteralmente appese agli stessi. Il serbatoio ha invece un andamento più lineare e compatto, come sulle moto di cilindrata inferiore. Il codino è piccolo e affusolato, termina con una luce a led ed è caratterizzato da due elementi in plastica di colori differenti. Questa soluzione esalta la linea aggressiva del retrotreno.
Di fattura notevole anche i comandi, soprattutto quelli delle pedane con staffe ben sagomate, sapientemente rifiniti in nero come il resto di telaio, forcellone, steli e piedini forcella. In tutto questo nero risalta piacevolmente il rivestimento dello scarico, con effetto lucido.
La strumentazione è condensata in un unico elemento circolare. All'interno trova posto il contagiri analogico e un display digitale, riportante svariate informazioni relative a velocità, contachilometri, cronometro, ecc. Chiude in bella vista un elemento decisamente funzionale e dal look racing, ovvero l'ammortizzatore di sterzo racing, posizionato tra la stessa piastra di sterzo e il serbatoio.
CICLISTICA
Il telaio a doppia trave di ZX-10R colpisce per il suo sviluppo verticale. La superficie delle travi è estesa, e scende fino ad imbrigliare la parte posteriore del blocco cilindri. Allo stesso è accoppiato un forcellone bibraccio di generose dimensioni, che prosegue idealmente l'aspetto massiccio del telaio. La forcella è a steli rovesciati da 43 millimetri di diametro con trattamento degli steli, per agevolarne la scorrevolezza. Il cannotto di sterzo ha una misura decisamente aperta, a tutto favore della stabilità in frenata e in ingresso curva. Sono proprio questi gli elementi salienti della supersportiva Kawasaki. La stabilità in frenata è ai vertici della categoria, e la modulabilità dell'impianto frenante consente ingressi in curva ancora pinzati in tutta sicurezza. Con queste prerogative è facile introdurre ZX-10R lungo la traiettoria ideale, che poi verrà mantenuta durante la percorrenza di curva. Situazione leggermente differente nelle varianti più accentuate, dove i repentini cambi di inclinazione vengono digeriti con un po' di ritardo dalla sportiva di Akashi. Nonostante ciò, in uscita di curva il forcellone lavora bene e consente di scaricare i numerosi cavalli del propulsore.
PRESTAZIONI
I 4 cilindri Kawasaki si pongono ai vertici della categoria in quanto a potenza disponibile.
188 cavalli a 12.500 giri sono decisamente tanti, risultando sfruttabili appieno solo durante l'utilizzo in circuito. I lunghi rettilinei dell'Autodromo di Monza, teatro della nostra prova, hanno messo in luce le capacità velocistiche e di allungo di ZX-10R. Il motore ha un erogazione corposa e consistente fina dai regimi più bassi. Cambia decisamente tono, e diventa rabbiosa a partire da poco meno di 8.000 giri, indicati fino alla zona di fuori giri. Purtroppo la rapporta un po' lunga fatica a distendersi in pista, ma non impedisce di raggiungere punte velocistiche di tutto rispetto. Anche nelle svolte occorre utilizzare marce basse, per sfruttare la corposa erogazione della moto ai regimi medio-alti.
Kawasaki fa inoltre ampio utilizzo dell'elettronica attraverso il sistema di iniezione. E' previsto un doppio corpo di iniettori: i principali sono sempre in funzione, mentre i secondari, posizionati più in alto, agiscono in funzione del regime di giri e della rotazione dell'acceleratore.
CONCLUSIONI
L'aspetto un po' squadrato del frontale caratterizza l'estetica di questa supersportiva 1.000 made in Kawasaki. Come in passato, Kawasaki torna a farsi riconoscere per le caratteristiche di solidità dell'avantreno. Quote ciclistiche importanti non influenzano tuttavia la guidabilità della moto, che beneficia di un telaio rivisto e ridisegnato attorno al possente quattro cilindri. Una rapportatura del cambio un po' lunga non penalizza le prestazioni di ZX-10R.
Data: 19-5-2009