
I successi sportivi a livello mondiale, uniti alla domanda da parte del pubblico, hanno portato Kawasaki alla commercializzazione di una enduro di razza: KLX 450 R.
DESIGN
La storia recente delle enduro giapponesi, vedeva come regola generale, l'utilizzo di una moto da cross. A questa venivano aggiunte targa, luci, una piccola strumentazione e silenziatore omologato per l'utilizzo stradale. Con la conseguenza che design e prestazioni poco cambiavano rispetto al modello da cross. Per KLX450R, questo non accade. Esteticamente spunta un aggressivo fanale anteriore studiato per garantire una buona visibilità notturna. Sul codino compare un doppio faro a LED, e lateralmente trovano posto le pedaline per il passeggero. Se a questi elementi aggiungiamo la presenza di specchietti, frecce e chiave di accensione, appare subito chiaro che KLX450R è una vera moto da enduro. Seppur classica e semplice, la linea attrae da subito. Merito anche dell'immancabile colorazione 'Verde Lime' di Kawasaki. Tabelle porta numero e mascherina anteriore sono invece bianche, come vuole la tradizione di questo sport. Nascosta dietro la mascherina, la compatta strumentazione raccoglie numerose informazioni, ed è affiancata dalla chiave di accensione. Esclusi dalla dotazione standard i paramani, utili per chi pratica enduro. Chiude la panoramica il serbatoio, più sporgente rispetto al modello cross, per aumentarne l'autonomia.
CICLISTICA
La moto è costruita attorno al rigido telaio perimetrale in alluminio. Questo viene ancorato ad una valida forcella a steli rovesciati da 48 mm, che presenta la regolazione in compressione a 22 posizioni, ed in estensione a 20 posizioni. Al posteriore troviamo invece un singolo ammortizzatore Uni-Trak, totalmente regolabile. Il buon setting ciclistico garantisce divertimento su tutti i tipi di terreno; sia sabbioso che duro. La presenza del pneumatico posteriore da 120/90-18, non permette però di scaricare al meglio, tutta la potenza disponibile. Ne avremmo preferito uno di misura 140/90-18. Buona la frenata, potente e modulabile sia all'anteriore, sia al posteriore. Davanti troviamo un disco singolo semi flottante a margherita da 250 mm, con pinza a doppio pistoncino. Al posteriore un disco singolo a margherita da 240 mm, nuovamente con pinza a singolo pistoncino.
PRESTAZIONI
Serbatoio maggiorato e consumi ridotti sono tarati sull'utilizzo fuoristradistico. Le piccole percorrenze su strade a scorrimento veloce, non sono il pane di KLX450R, anche per via della posizione di guida, non certo da moto turistica. Il suo habitat naturale è dunque il fuoristrada. In questo frangente, colpisce l'erogazione del motore: inaspettatamente facile e prevedibile nella risposta, rispetto a concorrenti di pari cilindrata. Kawasaki KLX450R monta un motore monocilindrico quattro tempi, raffreddato a liquido. Dotato di buon allungo e di adeguata rapportatura del cambio (a cinque marce), permette di 'fare strada' più facilmente, anche ad andature elevate. A dispetto della tendenze del settore, la moto presenta ancora un sistema di alimentazione a carburatore (Keihin FCR40). Proprio la presenza del carburatore, unito ad una marmitta che 'strozza' parzialmente le prestazioni, rende la moto gestibile anche da un amatore. La messa in moto può avvenire sia tramite avviamento elettrico, sia pedivella. In nessuno dei due casi è difficile avviare la moto. La presenza del 'bottoncino', fa comunque passare in secondo piano la leva a pedale. Si guadagna fruibilità nelle situazioni di spegnimento più critiche, ben note all'endurista. Apprezzabile la presenza del cavalletto laterale, dotato di valido appoggio, anche su fondi bagnati.
CONCLUSIONI
Kawasaki KLX450R è una vera moto da enduro, non una moto da cross targata. Lo dimostrano le numerose soluzioni: specchietti, pedane passeggero, luci dedicate, strumentazione e serbatoio maggiorato. Mancano però i paramani, di serie. A queste caratteristiche si vanno ad aggiungere doti dinamiche e motoristiche di primo livello. KLX450R si è dimostrata una moto facile per l'amatore, grazie anche ad un motore lineare ma allo stesso tempo potente. Il pilota più smaliziato, richiede invece una gommatura posteriore differente, in sostituzione della 120/90-18 presente. Di buona fattura il cavalletto laterale con ampia battuta a terra, mentre risulta sporgente ed esposto a colpi il collettore.
Data: 03-11-2009