
Nata come via di mezzo in termini di cilindrata, Husqvarna TE310 punta sulla sfruttabilità delle proprie prestazioni. Telaio rivisto e maggiore cubatura del propulsore, per permettere di affrontare al meglio la guida off road.
DESIGN
Difficile trovare degli spunti di design in moto specialistiche quali le off road. Husqvarna tuttavia esce dal coro, mettendo in mostra una linea personale e inconfondibile. I classici fianchetti del serbatoio appaiono sfuggenti e sottili, proseguendo in linea orizzontale fino all'appuntito parafango posteriore. Anche la sella è molto lineare nel suo andamento, risultando allineata con il tappo serbatoio e aumentando la possibilità di muoversi da parte del pilota. In questa zona si nota inoltre una certa larghezza, dovuta alle sovrastrutture che contengono le abbondanti dimensioni del propulsore. La semplice mascherina è realizzata in un unico pezzo ed ingloba un piccolo faro di foggia rettangolare. I cerchi neri donano un look aggressivo e racing all'intero comparto ciclistico, e ben si accoppiano alla finitura nera dei foderi forcella. I comandi spiccano per funzionalità offerta, con pedane dall'elevata superficie di appoggio e un manubrio in sezione conica, alto il giusto per essere efficace sia sullo sterrato che su sentieri rocciosi. Il cavalletto in alluminio forgiato si distingue per l'elevata impronta a terra.
Le informazioni di bordo vengono fornite da una funzionale strumentazione digitale. Tre spie a led sormontano il display compatto, e ben inserito nel retro della mascherina.
CICLISTICA
L'azienda varesina tiene fede allo schema ciclistico monotrave in acciaio, per il telaio di TE310. Alla guida si avvertono le misure leggermente abbondanti dello stesso telaio, e un peso non certo ai vertici della categoria. Tuttavia TE310 si dimostra sincera in ogni frangente di utilizzo, e sfrutta un comparto sospensioni di primordine. La forcella anteriore è una Marzocchi Shiver rovesciata da ben 50 millimetri di diametro, e si abbina ad un monoammortizzatore posteriore Sachs, montato in posizione decentrata per favorire il passaggio dell'aria alla cassa filtro. L'ottima guidabilità è dovuta anche al manubrio rialzato e alla sella piatta. L'impianto frenante prevede una coppia di dischi Wave da 260 millimetri di diametro all'anteriore, e 240 al posteriore. Si nota subito la modulabilità del sistema, che garantisce al pilota un buon feeling nelle discese più ripide.
Il forcellone in alluminio si fa garante di un'ottima trazione, su terreni battuti e percorsi più veloci, un po' meno fruibile invece nei tratti più dissestati, dove tuttavia basta intervenire nel settaggio delle sospensioni per rendere l'intervento più morbido.
PRESTAZIONI
L'ormai affermato avvento dei motori quattro tempi nelle specialistiche moto da enduro, ha portato un continuo aggiornamento e miglioramento degli stessi. La versione 310 è costituita da un monocilindrico 4 tempi raffreddato ad acqua, ereditato dalla versione 250. L'incremento di cilindrata permette superiore potenza e sfruttabilità del propulsore nei vari terreni d'utilizzo. L'unità è dotata inoltre di distribuzione bialbero 4 valvole, e sfrutta un sistema di iniezione Mikuni con diametro da 42 millimetri.
Dotata di avviamento elettrico, TE310 si dimostra pronta nella messa in moto, che può avvenire anche manualmente, per mezzo del tradizionale pedale. La potenza a disposizione è consistente fin dai regimi più bassi. Tuttavia conosce una netta crescita nella seconda fase di erogazione, dove arriva a garantire una spinta sostenuta fino ai regimi più elevati.
La potenza disponibile è dunque facilmente sfruttabile anche dall'utente meno esperto, coadiuvato da un'erogazione più corposa, che consente di utilizzare il propulsore anche ad un regime più basso di giri. Nessun appunto al cambio a 6 rapporti, sempre preciso negli innesti e facile nell'azionamento.
CONCLUSIONI
La cilindrata di TE310 è la giusta via di mezzo per un utilizzo a 360 gradi dell'enduro Husqvarna. Il propulsore ha un'erogazione maggiormente corposa e sfruttabile rispetto all'unità 250 da cui deriva. Sfrutta inoltre una ciclistica sopraffina, che digerisce al meglio le asperità tipiche dei percorsi off road. Migliorabile l'ergonomia del serbatoio, risulta comunque godibile grazie alla possibilità di muoversi agevolmente lungo la sella. Anche il peso non rientra tra i migliori della categoria, ma è correttamente distribuito.
Data: 25-5-2009