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Prova Honda Hornet 600

Il rinnovato stile Hornet conferma la maturità a livello di ciclistica. Aumentano coppia e cavalli grazie al motore del CBR600RR 2007. Un mix che diverte in tutte le situazioni.

DESIGN
Rispetto al modello precedente, che non stravolgeva la linea della prima Hornet, la versione attuale cambia rotta. Addio allo scarico sotto il codone, addio al faro tondo. L'unico elemento che richiama fortemente la storia Hornet è il serbatoio, tutto il resto è differente.
Il faro anteriore e il codino spezzato in due parti sono la prova della voglia di Honda di cercare qualcosa di nuovo e caratterizzante. Il faro a punta, con le ali laterali in tinta, è composto da una doppia lampada sovrapposta. Seguendo la linea della moto troviamo il bel serbatoio, ora da 19 litri, e la sella che sembra essere sospesa sopra al basso codone. Nella versione 2008 quest'ultimo ha i fianchetti in plastica nera e risulta più sportivo e filante. Conclude il fanale posteriore a led. Bella la strumentazione mista analogica-digitale, con illuminazione ambra durante la guida notturna.
Convincono il motore e lo scarico. Il primo risulta ora più appagante a livello estetico, oltre che meccanico. Interessante l'impianto di scarico basso, che finisce in un silenziatore a sezione triangolare, dal sound pieno e corposo. Questa filosofia non viene comunque condivisa da tutti, una fetta di pubblico continua infatti a preferire lo scarico in posizione più alta.

CICLISTICA
I cambiamenti non si sono fermati all'estetica, e infatti ora il telaio monotrave è in alluminio. Modifiche anche al disegno, così come per il forcellone.
L'impianto frenante si affida al doppio disco anteriore di 296 mm a doppio pistoncino, mentre al posteriore l'unità è da 240 mm. Disponibile anche la versione con frenata combinata CBS e ABS. La leva al manubrio è regolabile nella distanza, mentre la leva della frizione ha il semplice registro, un aspetto sotto tono rispetto al resto della dotazione.
Le forcelle sono a steli rovesciati da 41 mm, non regolabili ma dal buon settaggio di base. Al posteriore il monoammortizzatore è regolabile nel solo precarico. Insieme alle Michelin Pilot di primo equipaggiamento, le sospensioni conferiscono alla moto maggiore stabilità e reattività. Soprattutto l'anteriore infonde più sicurezza al pilota nella guida extraurbana. In città la maggior rigidità non dà comunque fastidio, e grazie a leggerezza e sella bassa, la moto si guida con facilità anche nel traffico.

PRESTAZIONI
Si sale in sella e appena si accende la moto si capisce che molto è cambiato. Il sound dello scarico appaga al primo giro di acceleratore. La taratura del propulsore è stata modificata, garantendo ora un curva di coppia più morbida e piena ai bassi. E proprio ai bassi si nota la prima forte differenza, il motore riesce a riprendere con brillantezza anche in sesta, grazie ai rapporti piuttosto corti. Fino a 5.000 giri il motore gira tranquillo, oltre questo regime la musica, e non solo quella dello scarico, cambia. La spinta si fa forte, e oltre i 10.000 giri diventa un urlo che fa di Hornet un divertente giocattolo da cui non scendere più.
La maneggevolezza e la precisione invogliano a tenere sempre il motore su di giri, e nei percorsi guidati il divertimento è assicurato.

CONCLUSIONI
Come spesso avviene in casa Honda, si sale e sembra di averla sempre guidata; è un luogo comune, ma questa Hornet rispecchia in pieno questa filosofia. Facile in città, divertente nel misto, adatta al turismo domenicale grazie alla piccola strumentazione che taglia l'aria fino a 130 km/h, questa moto sa però soddisfare anche il pilota con piglio sportivo. Finiture migliori che in passato, estetica che non può passare inosservata, ciclistica e motore a punto. L'esile sagoma di questa naked limita la possibilità di caricare i bagagli e anche sotto la sella manca un adeguato spazio. Il rinnovato design non ha tuttavia convinto completamente il pubblico, che in questo segmento può puntare su una scelta di livello, tra produttori giapponesi ed europei. Va anche ricordato che Hornet viene prodotta in Italia.
Data: 11-7-2008

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