Team Aprilia Racing pronto per il mondiale 2012

07 febbraio 2012

Nella cornice di via Broletto, 13 a Milano, Aprilia svela le proprie carte in vista del Mondiale Superbike 2012. Biaggi e Laverty con i nuovi tecnici e la RSV4 puntano al vertice del campionato delle derivate di serie.

Alla vigilia del mondiale 2012 gli obiettivi Aprilia sono alti ma la scaramanzia vuole che manager e piloti restino abbottonati. Manca poco al costruttore di Noale per raggiungere quota 50 Campionati del Mondo vinti nelle discipline del motociclismo, e di sicuro l’Aprilia Racing Team 2012 darà il massimo per raggiungere questo ambito risultato. E’ questo l’argomento più a cuore al management del Gruppo Piaggio, durante la conferenza stampa di presentazione del team Aprilia, presso il box allestito in Via Broletto, 13 nel cuore di Milano.

Il prossimo 26 febbraio sul circuito australiano di Phillip Island, vedremo scattare il campionato, ma gli occhi sono già puntati ai test ufficiali precampionato che si svolgeranno sul medesimo circuito tra pochi giorni. Vedremo in pista la nuova squadra italiana, che può contare sul cinque volte campione mondiale Max Biaggi, unico italiano nella storia ad aver conquistato (nel 2010 su Aprilia RSV4) l’alloro iridato nel WSBK, al quale si affianca il venticinquenne Eugene Laverty, protagonista di una ottima stagione 2011 al debutto nel campionato. Questa formazione comprende dunque sia l’esperienza e il talento del pilota romano che la combattività e la giovane promessa del pilota nordirlandese, per puntare alla conquista del campionato Piloti e della classifica Costruttori.

I piloti saranno coordinati da Luigi Dall’Igna, Direttore Tecnico e Sportivo del Reparto Corse, affiancato da Dario Raimondi in veste di Team Manager. Il box di Max Biaggi vede la “new entry” Aligi Deganello come capotecnico, mentre Eugene Laverty affida la sua RSV4 alle cure di Marcus Eschembacher.

Sparita la colorazione tricolore ‘Alitalia’, le RSV4 tornano alla livrea nera e rossa, con inserti gialli che ha da sempre caratterizzato la sportiva di Noale. Dall’Igna riferisce che l’inverno ha visto un grosso lavoro di affinamento della ciclistica e dell’elettronica della moto da gara per migliorarne lo sfruttamento sui tracciati guidati che caratterizzano la prima parte di stagione. Dall’appuntamento di Monza dovrebbero poi debuttare importanti modifiche al propulsore per incrementare ulteriormente la competitività della RSV4. Ricordiamo che Aprilia si distingue per il proprio impegno ufficiale in questo campionato che coinvolge appieno il reparto racing Aprilia, da cui vengono poi sperimentate le soluzioni che debuttano sui modelli di serie.

Di seguito le parole dei piloti:

MAX BIAGGI

Nuovo anno, nuova sfida: dopo un 2011 sfortunato, quali sono le tue sensazioni per la stagione che sta iniziando?

Nuova sfida ma… stesso Max! Scherzi a parte, la mia motivazione rimane immutata, anzi se devo dirla tutta è pure aumentata dopo quello che ci è successo nel 2011. Venivamo dal trionfo Mondiale, con tante aspettative e gli occhi di tutti puntati sui nostri risultati, ma non è andata come previsto. Acqua passata, ora guardiamo al nuovo campionato con un solo obiettivo: vincere.

Per il quarto anno consecutivo porterai in pista la RSV4. Un binomio riuscito?

Quello con l’Aprilia RSV4 è un rapporto particolare. Posso dire, senza falsa modestia, di averla vista nascere e crescere. L’abbiamo portata in pista, sviluppata e fatta salire sul gradino più alto del podio parecchie volte, nonostante le avversità. Siamo una coppia affiatata, abbiamo i nostri momenti difficili ma sappiamo anche superarli. Credo che la RSV4 abbia ancora molto da dire in questo campionato, e visto il livello della competizione dovrò sicuramente tirarne fuori il massimo.

A proposito di competizione, i vari cambi di casacca hanno modificato gli equilibri del campionato?

Come dico sempre, è difficile giudicare i valori in campo, e rimarrà così anche dopo la prima gara. Solo verso metà campionato potremo veramente capire chi ha fatto le scelte giuste e il lavoro migliore. Stando a quanto visto fin’ora, Ducati ed Honda sembrano essere gli avversari più tosti, ma non sottovaluto nessuno perché anche BMW e Kawasaki si sono rafforzate e puntano al bersaglio grosso. Se possibile, sarà un campionato ancora più combattuto del 2011.

Tra gli avversari figura senza dubbio il tuo nuovo compagno di squadra Eugene Laverty.

Indubbiamente, nelle corse il primo avversario da battere è chi dispone del tuo stesso materiale. La vedo come una bella sfida, positiva per il Team e per noi piloti che saremo obbligati a dare sempre il massimo. Vedere un’altra RSV4 dimostrarsi competitiva in griglia mi fa piacere, conferma che in questi tre anni abbiamo fatto un buon lavoro di sviluppo.

Una domanda meno tecnica: torni ad utilizzare il tuo numero “storico”, il 3?

Devo dire purtroppo sì, perché significa che non siamo riusciti a difendere l’1 conquistato nel 2010. In realtà il 3 non è mai completamente sparito, persino all’interno della grafica utilizzata per l’1 c’erano dei richiami al mio numero. Noi piloti siamo superstiziosi, io sono legato al 3 e lo porto con orgoglio perché lo associo a molte belle sensazioni provate nella mia carriera. Vedremo se dovrò nuovamente sostituirlo a fine anno…

EUGENE LAVERTY

Eugene, dopo un 2011 positivo al tuo debutto nella World Superbike, affronti la tua seconda stagione salendo in sella alla Aprilia RSV4. Sei pronto alla nuova sfida?

Spero proprio di sì, ma ho già avuto una promettente sorpresa quando a Portimao ho potuto testare per la prima volta la mia nuova moto. Ho trovato un buon feeling sin dai primi metri in sella alla RSV4, ed anche i ragazzi del Team mi hanno fatto sentire subito parte della famiglia. Non sottovaluto comunque le difficoltà, scontate, che accompagnano una nuova avventura come questa.

Hai guidato vari tipi di moto da corsa, in diversi campionati: cosa ti ha colpito della Superbike?

Innanzitutto le Superbike sono moto molto potenti, parliamo di oltre 200 cavalli, quindi hanno prestazioni elevate ed esigono il massimo impegno nella guida. Con nessuna moto da gara puoi permetterti di guardare il paesaggio, a maggior ragione con una “mille”! Le derivate di serie hanno fatto un grosso passo avanti come gestione elettronica e prestazioni in generale, sono delle vere moto da corsa: questo fa ben capire la raffinatezza dei modelli di produzione dai quali le nostre moto nascono.

Tutti concordano sul definire il Campionato Superbike particolarmente combattuto. Come la pensi a riguardo?

Non posso che associarmi. Credo che pochi campionati motociclistici possano mettere in campo lo stesso equilibrio fra i diversi mezzi, caratteristica che fa emergere le qualità del pilota e del suo Team. E’ un campionato nel quale i dettagli fanno la differenza, ma soprattutto la costanza: sia Max che Carlos, vincitori delle ultime due edizioni, hanno costruito il loro successo gara dopo gara riducendo al minimo gli errori.

Quindi bisognerà essere veloci ma senza errori. Credi che la nuova regola che impone una sola moto per pilota possa creare problemi?

Sicuramente sarà una variabile in più, specialmente nella Superpole dove puoi rovinare tutto al primo turno con una caduta. Penso di essere un pilota in grado di gestire situazioni del genere, specialmente se riuscirò a prendere confidenza con la mia Aprilia nei primi turni di prova. Di sicuro non sarà un campionato facile, per nessuno.

Dulcis in fundo… parliamo di obiettivi per il 2012.

Una domanda che mi fanno in molti. Al secondo anno di impegno nella Superbike, dopo un buon debutto, non nascondo che mi piacerebbe salire spesso sul podio e portare a casa delle vittorie. Il resto lo vedremo strada facendo, se tutto filerà liscio penso che potremmo toglierci delle belle soddisfazioni. E’ presto per fare pronostici… risentiamoci fra qualche mese!

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