Prova Yamaha TMAX 530

20 dicembre 2011

Con la sua sportività, Yamaha TMAX ha saputo ritagliarsi una posizione di rilievo tra i maxi-scooter. Ora la versione 2012 cresce nella cilindrata, 530, adotta un design ancora più sportivo, ed offre un feeling di guida unico con prestazioni superiori.

DESIGN

Il taglio con il passato si riconosce subito con il primo sguardo a TMAX 530. Il frontale è più sagomato con la zona dei fari che si distingue per i fianchetti introdotti dagli indicatori di direzione. I fari stessi sono ancor più cattivi per via degli occhietti poliellissoidali distinguibili all’interno, mentre fuori si staglia il diadema incastonato della luce di posizione. L’impatto d’insieme è dunque sportiveggiante e introduce il semplice ma funzionale plexiglass trasparente, regolabile manualmente in due posizioni. La vista laterale mette in risalto il fitto gioco di linee con un incastonarsi dinamico ed aggressivo di plastiche, che celano tutti gli elementi strutturali del veicolo. Il tunnel centrale di generosa dimensione divide il contro scudo con due portaoggetti, di cui uno chiuso a chiave, ed entrambi contraddistinti da un meccanismo di apertura facile e sicuro. Dietro invece troviamo la copertura del tappo benzina, che introduce la lunga e sagomata sella biposto. Il pilota è ospitato in posizione raccolta, con supporto lombare posteriore, mentre il passeggero siede più in alto e trova un valido appiglio nei generosi maniglioni posteriori. Le pedane poggiapiedi del pilota, come da tradizione Yamaha offrono la duplice posizione di appoggio, centrale o avanzata per assumere differenti posizioni di guida. Il passeggero ha invece a disposizione le due pedaline in metallo retraibili che sono posizionate abbastanza all’interno ma una volta aperte sono comodamente raggiungibili con i piedi.

Il posteriore spicca infine per il nuovo gruppo ottico, che sottolinea la sportività di TMAX in quanto ricalca appieno l’unità che adotta la YZF-R1. L’impatto estetico è particolarmente snellente, e caratterizzato da un look più da moto che da scooter, A questo contribuiscono anche le chicche tecniche in vista, come la trasmissione a cinghia, e il forcellone in alluminio.

La strumentazione è compatta e aggressiva nel disegno, con il doppio quadrante poligonale che ospita il tachimetro e il contagiri, con l’aggiunta nel mezzo del display digitale per livello carburante, orologio, temperatura del liquido di raffredamento, temperatura esterna, trip computer e indicatore di consumo istantaneo e medio.

CICLISTICA

Partiamo con il descrivere la posizione di guida, che sintetizza buona parte del lavoro svolto dai tecnici Yamaha. Nonostante la riduzione di peso di circa 4 chilogrammi si è lavorato soprattutto sull’accentramento delle masse, per ridefinire la distribuzione dei pesi e dunque l’equilibrio dinamico. La guida è d’attacco, simile alle motociclette sportive, con un manubrio posizionato leggermente in basso per favorire il feeling diretto con l’avantreno. Quest’ultimo beneficia della forcella telescopica con doppia piastra di irrigidimento, ed una taratura della sospensione molto scorrevole, ma sostenuta al tempo stesso. Dietro troviamo il forcellone oscillante  in alluminio pressofuso su cui lavora il monoammortizzatore, con una escursione di 116 millimetri. L’equilibrio dinamico si traduce in una elevata reattività ai comandi del pilota, l’entrata in curva è istintiva e progressiva, nel traffico si svicola senza incertezze, mentre tra le curve in extraurbano viene voglia di spostarci in sella per affrontare più dinamicamente le svolte proprio come in sella alle moto più sportive. La buona luce a terra permette anche di spingersi nelle pieghe (nonostante il freddo del periodo in cui abbiamo effettuato il test), forti di una rigidità e stabilità in curva da primato. Il manubrio basso, aiuto molto la compattezza del veicolo e l’ergonomia nella guida, facilitando le manovre e rendendo la guida più intuitiva.

L’impianto frenante con il doppio disco anteriore da 267 millimetri dimostra un funzionamento sorprendente con una potenza cospicua, ed una pressoché assente tendenza al bloccaggio. Per questo non rimpiangiamo l’assenza dell’ABS sulla versione in prova, anche se l’esuberante unità posteriore, con un disco da ben 282 millimetri, è più aggressiva nell’intervento, forse in linea con la sportività di questo modello.

PRESTAZIONI

Veniamo al punto forte del nuovo TMAX, ovvero il rinnovato propulsore da 530 centimetri cubici. L’accrescimento di cilindrata si accompagna alla rivisitazione del propulsore bicilindrico a  cilindri orizzontali fronte marcia, con pistoni forgiati in alluminio, collettori di aspirazioni in resina al posto dell’alluminio e un sistema di bilanciamento ottimizzato per ridurre le perdite di potenza tramite uno sfiato che evita l’effetto di pompaggio. A questo si aggiungono le sedi valvole ottimizzate e il profilo delle camme ottimizzato per migliorare la coppia e l’accelerazione. Il risultato è una risposta più diretta del comando del gas e più corposa.

I dati prestazionali dichiarati vedono la potenza attestarsi a 46,5 cavalli a 6.750 giri minuto, mentre la coppia raggiunge il picco di 52,3 Nm a 5.250 giri/minuto. Grazie ad una coppia maggiorata su tutto l’arco di erogazione e con un picco massimo superiore del 10 per cento ad un regime inferiore di ben 1.000 giri al minuto, la risposta al gas è sempre pronta e reattiva, offrendo tanta potenza alla semplice richiesta del pilota.

Durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo Yamaha TMAX 530, sono saltati all'occhio i seguenti dati prestazionali dichiarati, in comparazione con il modello precedente:

- più di un secondo in meno per passare da 0 a 100 km/h

- circa tre secondi in meno nella ripresa da 80 a 130 km/h

Migliora dunque sensibilmente l’accelerazione e la ripresa, che risultano anche più fluide e regolari grazie all’adozione della cinghia in kevlar per la trasmissione e alla frizione ridisegnata e con nuovi rapporti.

Buono anche il rendimento del propulsore che risulta assettato solo nell’utilizzo “Max”, ovvero a gas spalancato tra un semaforo e l’altro o tra un tornante e l’altro. Se invece ci troviamo a transitare a velocità costante, i consumi scendono parecchio, fino a toccare la soglia dei 28/29 chilometri con un litro a 90 km/h costanti.

CONCLUSIONI

Dopo 11 anni di presenza sul mercato, Yamaha TMAX affila le armi. Non solo la carenatura è più graffiante, con un design moderno e decisamente sportivo, ma il propulsore offre una dinamica di guida completamente rinnovata e decisamente più appagante. Solo una prova su strada può trasmettere quelle sensazioni di guida che TMAX 530 rivela con una risposta al gas corposa ed istantanea ed una agilità di guida sincera e reattiva, che porta in extraurbano a guidare come su una sportiva. Il tutto ad un listino invariato rispetto al precedente versione.

 

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