A tre anni dal debutto di Sym Citycom 300 siamo tornati in sella per verificarne il livello di competitività rispetto agli altri modelli sul mercato. Il design europeo, le ruote da 16 pollici e il propulsore da 300 centimetri cubici garantiscono una funzionalità di utilizzo particolarmente riuscita.
DESIGN
Partendo dal design scopriamo quanto il progetto della Nova Design Europe sia particolarmente riuscito. I tratti estetici e le forme offrono un quadro particolarmente moderno. Il taglio frontale con il doppio gruppo ottico dalla forma allungata riempie la zona frontale, dal look particolarmente moderno. I fari infatti inglobano i due proiettori dalla forma circolare, di ispirazione automobilistica, mentre alle estremità trovano posto gli indicatori di direzione integrati. Ben dimensionata è poi la parte posteriore dove i fianchi rastremati mascherano le dimensioni dello scooter, specie sulle versioni cromatiche dove la maniglia del passeggero è di colore differente rispetto ali fianchi dello scooter. Una soluzione meno moderna ma particolarmente funzionale sono invece i paramani e lo squadrato plexiglass trasparente. I primi sono ben integrati nel gruppo manubrio e offrono un valido riparo dalle intemperie e dalla pioggia durante le stagioni più avverse, mentre il secondo, pur essendo poco sagomato offre una buona protezione, anche ad andatura autostradale.
La coda termina in un bel gruppo ottico, che da un lato ci ricorda un noto concorrente giapponese, e dall’altro risulta particolarmente riuscito e indovinato rendendo ancora attuale il design di Sym Citycom 300. La zona centrale con il tunnel offre una buona abitabilità, con gli appoggi dei piedi ben dimensionati che consentono un elevato confort sia in città che in extraurbano. Il passeggero a sua volata gode di un ampia porzione di sella, abbinata a due generose maniglie e le comode pedaline retraibili, che si azionano sulla parte posteriore delle pedane. L’appoggio del pilota è garantito da un piccolo ma valido supporto lombare, mentre il passeggero già in posizione comoda potrebbe ulteriormente beneficiare dell’aggiunta di un comodo schienalino.
La strumentazione è semplice e funzionale, composta da tre indicatori circolari, per giri, velocità e temperatura del liquido di raffreddamento, mentre sotto quello centrale troviamo un semplice pannello digitale con la chiara lettura del livello di carburante, chilometraggio totale e parziale oltre all’orologio. I pulsanti e le leve di comando sono facilmente azionabili e ben dimensionati, mentre le leve sono ergonomiche, anche se non sono regolabili nella distanza.
Buono lo spazio di carico garantito dal sottosella, dove riesce ad entrare anche un pc portatile da ben 17 pollici, oppure uno zaino di generose dimensioni oppure ancora due caschi Jet. A questo si aggiunge il vano nel contro scudo, chiuso a chiave, dove possiamo riporre numerosi oggetti di modeste dimensioni.
Un’ultima nota meritano gli accostamenti cromatici, che dopo i monocolori visti al lancio, sono stati piacevolmente integrati da una riuscita colorazione bianca, che contrastava con il nero lucido di maniglione e tunnel centrale, cui si aggiunge l’ultima accattivante versione in nero opaco.
CICLISTICA
Lo schema ciclistico di Sym Citycom 300 offre una guidabilità indovinata sia in città che in extraurbano. La rigidità dello schema tubolare con tunnel centrale offre un’elevata reattività ad ogni comando del pilota. La seduta è leggermente sopraelevata, ma l’ampia apertura sopra il tunnel permette anche ai meno alti di accedere agevolmente a bordo, inoltre la presenza del doppio cavalletto aiuta a rendere più veloci le soste in città. Il manubrio è posizionato ad una giusta altezza, offrendo al conducente tanta immediatezza nella guida. Le ruote da ben 16 pollici caratterizzano a fondo Sym Citycom, con una guida particolarmente rigorosa, ma allo stesso agile grazie al contenuto interasse di soli 1500 millimetri. Rispetto ad altri scooter con Citycom ci troviamo ad impostare le curve come se fossimo in sella ad una moto, senza che lo scooter tenda a cadere a centro curva, anziè portato a disegnare una traiettoria precisa. Si aggiunge una discreta luce a terra che permette di muoversi con dinamismo inaspettato anche a velocità superiori, tra le curve in extraurbano. Anche nell’utilizzo in coppia la stabilità resta di livello, garantendo confort anche durante le trasferte più lunghe. La forcella telescopica anteriore e il doppio ammortizzatore posteriore, si sono dimostrati efficaci nel digerire le asperità del centro urbano e nel sopportare anche discrete trasferte in coppia con un rendimento omogeneo e sempre ben frenato, senza mai mettere realmente in crisi il telaio nonostante il discreto peso del veicolo pari a poco più di 180 chilogrammi a secco.
L’impianto frenante è composto da due dischi da 260 millimetri di diametro, di cui uno all’anteriore ed uno al posteriore. La frenata è pronta e ben modulabile specie su fondi asciutti e all’avantreno. La potenza dell’impianto posteriore è altrettanto generosa, ed in alcuni casi si può arrivare facilmente al bloccaggio della ruota posteriore. Specie su fondi bagnati o scivolosi, ci piacerebbe per le prossime versioni un sistema di antibloccaggio, oppure un sistema di frenata combinata che possa migliorare ulteriormente la sicurezza di Sym Citycom 300.
PRESTAZIONI
I quasi 23 cavalli del propulsore da 263,7 effettivi centimetri cubici, non lo pongono di certo trai veicoli più prestanti della categoria 300, ma offrono una dinamica di utilizzo particolarmente riuscita. Grazie anche infatti ai quasi 24 Nm di coppia massima è possibile muoversi agevolmente ed in velocità anche lungo le tangenziali ed in autostrada, mentre gli spunti da fermo soffrono una prima parte di erogazione un po’ sottotono, per poi riprendersi ampiamente al crescere dei regimi del propulsore, con una progressione invidiabile. Il rendimento della trasmissione, seppur non silenziosissimo ed assente da vibrazioni, è regolare e costante anche svariati chilometri sottosforzo, e con l’uso in coppia.
Le soste al distributore beneficiano del buon rendimento del propulsore che può arrivare ad attestarsi anche vicino ai 28/30 chilometri con un litro con una guida attenta, e compensano in parte un serbatoio lievemente sottodimensionato rispetto alla media del segmento,con una capienza di circa 10 litri.
CONCLUSIONI
Grazie al riuscito design e alle buone doti ciclistiche, Sym Citycom 300 rappresenta dunque una valida alternativa all’interno degli scooter da 300 centimetri cubici. Il buono spazio di carico e la comodità in sella fanno passare in secondo piano un serbatoio piccolo e una frenata migliorabile, mentre il propulsore da 300 cc ha ancora la grinta necessaria per reggere il confronto con i concorrenti. Chiudiamo con il listino competitivo rispetto alla media di mercato e pari poco più di 3.700 euro.
Abbigliamento utilizzato:
Casco – X-lite X-402 GT
Giubbino – Alpinestars Sigma
Guanti – Alpinestars S1
Scarpe – Dainese Atacama

