Prova Suzuki V-Strom 650 ABS

10 gennaio 2012

La nuova Suzuki V-Strom 650 ABS, ampiamente rivista, stupisce chiunque si trovi alla guida. L’equilibrio generale è azzeccato, combinato ad un’estetica riuscita e alla possibilità di sfruttare appieno la moto sia in città che nei viaggi più lunghi.

DESIGN

Al semplice sguardo della  nuova V-Strom ci accorgiamo di quanto lavoro sia stato fatto per definirne il nuovo aspetto. L’arrotondamento delle curve l’accoppiamento delle plastiche, e le proporzioni sono infatti mirate ad offrire un immagine fresca e inedita, ma che conservi le proporzioni e le dimensioni che si richiedono ad una enduro stradale di questo segmento. I fari richiamano la precedente versione, ma sono più elaborati e risultano inseriti in un musetto più sagomato, arrotondato che trasmette una sensazione di compattezza. Il plexiglass  trasparente è regolabile in 3 differenti posizioni  e offre un più che buon riparo aerodinamico anche a velocità autostradali già nella posizione standard (a metà tra le tre disponibili). Dalla visuale del pilota il ponte di comando è ben strutturato, a parte qualche vite di troppo in vista che spezza un po’ l’armonia delle linee, ma ha il suo risvolto nella praticità della manutenzione del veicolo.
Nella zona centrale le sovrastrutture si movimentano piacevolmente, con le due originali prese d’aria che scavano e introducono i fianchi del serbatoio e del veicolo, cui si aggiungono le griglie laterali di sfogo con la plastica che adotta una piacevole finitura goffrata. I fianchi del serbatoio verniciati sono di materiale plastico e favoriscono al meglio l’inserimento del pilota in sella. Il gioco tra i colori della carrozzeria (nero lucido sulla V-Strom della nostra prova) e le parti nere è ereditato dalla sorella Gladius, e contribuisce a fornire una visuale appagante di V-Strom 650.
Dietro domina la scena l’ampia e generosa ( e vedremo poi anche comoda) sella, rivestita in materiale antiscivolo e  impreziosita dalle belle cucitore rosse. Ai lati si innalzano gli appigli per il passeggero che confluiscono insieme nella struttura portapacchi posteriore, rifinita con una copertura in gomma. La zona posteriore si presenta semplice dinamica e filante, integrata con lo scarico singolo e i fianchetti posteriori smussati e realizzati in bicolore con in evidenza la parte verniciata. Il faro posteriore si ispira alla forma trapezoidale ma è ben smussato, ed accoppiato alle tradizionali frecce con lente arancio.
La dotazione di serie si distingue per l’efficiente e completa strumentazione, che sfoggia un utile contagiri analogico, e un pannello digitale di dimensioni indovinate che riporta tutte le informazioni di bordo, comprese ora, temperatura esterna e consumi. Apprezziamo poi in particolar modo il comodo pulsante di comando posto sul semimanubrio di sinistra, che permette di commutare la visualizzazione dell’ora o della temperatura esterna, oppure di passare in rassegna i trip di viaggio e i dati sui consumi. Una serie di spie sopra il pannello completano il quadro, mentre come tradizione Suzuki non manca l’utile indicatore del rapporto inserito e anche una preziosa spia che avverte quando la temperatura esterna scende sotto i 4 gradi, con probabile rischio di strade ghiacciate.
Ampio il catalogo accessori, che possono essere anche acquistati insieme al veicolo attraverso i 4 pacchetti di configurazione proposti da Suzuki: URBAN: con puntale, cavalletto centrale, paramani e cupolino Touring con deflettore; OUTDOOR: aggiunge il bauletto posteriore da 42 lt con il cuscinetto poggiaschiena, la piastra portapacchi e il kit di fissaggio; TRAVELLER: aggiunge la presa da 12V, le manopole riscaldate e le barre paramotore; ADVENTURE: aggiunge il set borse laterali con supporti, kit di fissaggio e set serrature.

CICLISTICA

La validità dello schema ciclistico conosciuto con la precedente versione, lo ritroviamo anche sull’ultima V-Strom 650 ABS. Lo schema a doppio trave in alluminio, abbinato al forcellone posteriore sempre in alluminio è una scelta esclusiva per Suzuki,  che permette di ottenere doti ciclistiche di primo piano per una enduro stradale. La dinamica di guida si conferma infatti ai vertici del segmento, e non risente della sella più alta rispetto al precedente modello, anzi favorisce una postura più attiva, mentre da fermi si tocca terra agevolmente, complice anche il peso contenuto della moto pari a 214 chilogrammi in ordine di marcia. La forcella anteriore da 43 millimetri ha un’escursione di ben 150mm, è regolabile nel precarico e adotta anche una nuova piastra superiore più rigida, per un migliore feeling di guida. Al posteriore il monoammortizzatore è anch’esso regolabile nel precarico per mezzo del generoso manettino posto sulla destra sotto la sella. Il settaggio di base è indovinato per l’uso in solitario e con un modesto carico, con una risposta rigorosa e un filtraggio efficace delle asperità. Se invece si viaggia in coppia e magari a pieno carico è d’obbligo azionare il precarico per far sì che le sospensioni lavorino meglio. Suzuki conferma anche la scelta per la misura delle ruote, rispettivamente da 19 pollici davanti e 17 dietro, montate su leggeri cerchi in alluminio a tre razze.
Il comparto freni è composto da un trittico di dischi, e dall’ABS di serie. Davanti lavora una coppia di dischi da 310 millimetri, mentre al posteriore troviamo un disco singolo da 260 millimetri. Il feeling alla leva (regolabile nella distanza) è abbastanza pastoso e modulabile, e, anche se avremmo preferito una migliore prontezza e potenza, si dimostra costante nel rendimento e sempre efficiente. Buono anche il funzionamento dell’ABS (non disinseribile) che non si dimostra mai troppo invasivo nella guida, limitando il proprio intervento solo laddove se ne verifichi l’effettivo bisogno, ovvero su fondi particolarmente scivolosi.

PRESTAZIONI

Uno degli elementi che è stato oggetto di numerose rivisitazioni è il propulsore V-Twin da 650 centimetri cubici. Per ottenere ancora maggiore coppia ai bassi regimi e una esemplare fluidità di utilizzo, i tecnici hanno sostituito cilindri, pistoni, bielle, oltre ad aver lavorato sugli assi a camme sulle nuove molle valvole e sulla centralina ECU. I dati dichiarati parlano di una superiore coppia e di minori consumi, che si attestano su valori di riferimento per la categoria. In totale i cavalli dichiarati sono 69, mentre la coppia massima ammonta a 60 Nm a 6.400 giri/minuto, più che sufficienti a muovere con inaspettato dinamismo la bicilindrica enduro stradale Suzuki. La spinta non è certo paragonabile a quella dei propulsori di oltre 1200 centimetri cubici, ma complice anche l’equilibrio ciclistico, la guida risulta particolarmente dinamica e adatta a tutti i percorsi, sia da soli che in coppia. Il meglio arriva nel regime tra i 4.000 e 6.000 giri, dove la spinta e sempre corposa e prorompente, accompagnata dal frullare  omogeneo e costante. Ai regimi inferiori invece la fluidità dell’erogazione è esemplare, nonostante la fluidità migliorata del cambio è possibile inserire la sesta marcia e viaggiare senza patemi, avendo una buona dote di riserva di coppia e potenza pronta ad intervenire ad ogni richiamo del gas.
La silenziosità di funzionamento che si nota viaggiando a bassa andatura, e l’erogazione fluida, permettono di muoversi con disinvoltura nel traffico cittadino, uscendo dai centri abitati invece emerge il rigore ciclistico che permette di sostenere anche andature allegre, senza la tendenza ad allargare in uscita di curva e con una buona precisione direzionale. La comodità della sella e la giusta apertura del manubrio mettono a proprio agio il pilota, evitando di stancarlo anche dopo lunghe trasferte e lasciando a portata di mano tutte le principali funzioni di comando.
Degni di nota infine i consumi, che grazie all’efficienza del propulsore non fanno rimpiangere i 2 litri in meno di capienza del serbatoio (ora pari a 20 litri). Si possono percorrere tranquillamente con una guida normale oltre 20 chilometri con un litro in utilizzo misto, con un autonomia che sfiora i 400 km con il pieno.

CONCLUSIONI

Non ha potenze da urlo o un design estremo, però ha le carte in regola per essere una moto cosiddetta ‘totale’. Suzuki V-Strom 650 ABS evolve la collaudata base di enduro stradale con un propulsore ancora più vigoroso e fruibile, ma allo stesso tempo parco nei consumi. L’equilibrio ciclistico grazie alla cura dimagrante si riscopre ai vertici del segmento ed accoppiato ora ad un design più snello ma sempre funzionale e protettivo. Nonostante la possibilità di accessoriare V-Strom attingendo dal ricco catalogo accessori, la dotazione di serie comprende già ABS ed una strumentazione moderna, ad un listino di poco sopra gli 8.500 euro, che per una moto totale possono essere spesi con soddisfazione.

Il parere del Forum – V-Strommers – Davide Pollak – V-Strom 650 ABS ’11

Una moto di cui ci si innamora sempre di più viaggiandoci. Il motore (8,5) è silenzioso, elettrico, e più vivace. ll bicilindrico 650 è ora al top per equilibrio tra buone prestazioni e consumi, garantendo un erogazione costante a tutti i regimi. Le vibrazioni sono inesistenti e come unico neo segnaliamo il calore maggiore.
Ottimi i consumi (8,5), sul misto circa 24 Km\l senza sforzo, in autostrada mai sotto 20, buono anche in città, sui 18: circa un 8% meglio della vecchia versione. Grazie all’ABS la frenata (7,5) è sicura e adeguata alle prestazioni, anche sul bagnato e nella guida con passeggero.
Voto 8 alle sospensioni: Forcella migliorata, il clonk della vecchia è quasi sparito, assorbimento ottimo ma non a scapito della precisione. Il retrotreno fa il suo lavoro anche con la guida in 2. Protezione aerodinamica, seduta e confort sono da 9: Una moto di quelle che ti svegli, decidi di andare a Capo Nord e…parti. Anche col cupolino di serie si è ultra protetti, a patto di alzarlo alla massima altezza, sella comoda e sicura, comfort e guidabilità ineguagliabili.
Buona la tenuta e la stabilità (8), in tutte le condizioni priva di pecche, e migliora dopo il cambio gomme, dato che le Bridgestone di serie non sono il massimo. L’estetica (8) è molto più armoniosa e addolcita della vecchia, a mio avviso nel colore arancio è decisamente bella. Solo un po’ impersonale il muso, ma dopo un po’ comincia a piacere. Suzuki poteva fare qualcosa di più sul prezzo (7,5), ma si spera nelle promozioni.


Abbigliamento utilizzato:

Casco – X-lite X-702 League

Giubbino – Alpinestars T-Gasoline WP

Guanti –  Alpinestars Tech Road Gore Tex

Scarpe – Dainese Atacama

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