Prova Scarabeo 200 ie 2011

07 luglio 2011

Con un design rinnovato, Scarabeo 200 ie torna ad uniformarsi all'identità stilistica che ne ha decretato il successo. Troviamo il motivo ovale anteriore e la sella sdoppiata abbinati ad una ciclistica solida, e al motore a iniezione con doppia mappatura.

DESIGN

Dal punto di vista estetico Scarabeo cambia parecchio soprattutto nel frontale. L'obbiettivo dei designer è quello di riportare la fisionomia il più vicino possibile all'identità originaria di Scarabeo, che ne ha tracciato il successo fin dal primo lancio sul mercato. Il colpo d'occhio sullo scudo anteriore cade inevitabilmente sul piccolo ovale, che ora contraddistingue la griglia del radiatore. L'aspetto più sobrio è più in linea con gli altri modelli della famiglia e si abbina alle numerose cromature presenti. Le stesse interessano anche gli specchietti retrovisori insieme al piccolo logo e alle protezioni per gli sfoghi dell'aria calda ai lati dello scudo. Il parafango è stato rivisito ed ora presenta una piccola scanalatura che favorisce il passaggio d'aria verso il radiatore.

La strumentazione conferma validità e funzionalità del precedente modello, offrendo un bel display digitale con anche l'indicatore di temperatura esterna, oltre a un trittico di indicatori analogici per velocità, livello carburante, e temperatura del liquido di raffreddamento ricavati su una grafica rivista.

Il retrotreno prosegue la politica di ispirazione allo stile classico di Scarabeo con la seduta su due livelli che beneficia anche di una nuova e meglio imbottita sella, che per il pilota offre anche una sagomatura ad hoc.

La fiancata ripropone il logo ovale di Scarabeo con effetto in rilievo sul davanti mentre dietro confluisce nelle linee del codino, che chiudono in un rivisto gruppo ottico posteriore. Il design della lente è cambiato e meglio integrato nel design classico dello scooter.

La pedana piatta offre una buona rifinitura con gli inserti in gomma che offrono grip e smorzano le vibrazioni. Allo stesso tempo troviamo preziosi deflettori che limitano i danni in caso di caduta e un pratico gancio portaborse. Il retro scudo offre un piccolo spazio di archiviazione, anche se lo sportello di apertura l'avremmo preferito meglio integrato nell'accoppiamento delle plastiche.

CICLISTICA

La validità dello schema ciclistico con tubi d'acciaio offre elevati livelli di rigidità alla struttura, che risponde sempre correttamente alle sollecitazioni di guida. La forcella anteriore con steli da 35 millimetri offre una buona risposta sulle buche prese a moderata velocità, e contribuisce a mantenere la giusta traiettoria anche nelle svolte più forzate. Al posteriore il doppio ammortizzatore si è dimostrato rigoroso nel funzionamento ed aggiunge la possibilità di variare il precarico della molla.

L'altezza della sella si conferma ad una quota non proprio contenuta, nonostante lo sforzo per sagomare la seduta le gambe dei meno alti faticano un po' di più a toccare completamente a terra.

Modifiche anche all'impianto frenante che continua a sfruttare i benefici del doppio disco da 260 e 220 abbinato ad una pinza a tre pistoncini davanti e due dietro, ma con una rimodulazione della ripartizione della frenata combinata. Ora tirando la leva sinistra al manubrio lo scooter decelera progressivo su entrambi gli assi trasmettendo sicurezza in fase di frenata. La leva di destra offre sempre una buona potenza decelerante anche se abbinata ad un tono sostenuto della leva.

La fruibilità dello scooter soffre ancora l'altezza non proprio contenuta della sella, che si posiziona a 810 millimetri di altezza. La distribuzione dei pesi è invece particolarmente indovinata e issare lo scooter sul cavalletto non è un problema, visto il favorevole angolo di leva. Per chi invece preferisce optare per il cavalletto laterale deve far ricorso al catalogo accessori.

PRESTAZIONI

I 19 cavalli dichiarati dal propulsore di 200 centimetri cubici sono grossomodo i medesimi visti sul modello precedente, e beneficiano di una trasmissione rivista. Sul blocchetto destro si può poi scegliere la mappatura Eco o Sport che imposta la resa del propulsore per un risparmio del carburante (fino al 7 per cento) oppure per erogare il massimo delle prestazioni. Durante la prova la differenza non è così sensibile visto le scarse potenze in gioco, ma valutando l'economia di utilizzo nel corso della settimana si potrebbero apprezzare i risultati di risparmio sul carburante.

La trasmissione è puntuale nel funzionamento anche se non perfettamente lesta nei primi metri dopo le partenze. Sopra i 25 km/h Scarabeo riprende con grinta sfoderando artigli e potenzialità da cilindrata superiore.

Buono l'allungo che permette di digerire facilmente anche i tratti di tangenziali e autostrade.

CONCLUSIONI

L'operazione di enfatizzazione dell'identità stilistica di Scarabeo è decisamente riuscita. Ora il frontale introduce un modello pienamente riconducibile alla gamma Scarabeo e si abbina ad una dotazione di livello. L'assenza di serie del cavalletto laterale e la sella leggermente alta non pregiudicano il rendimento globale, che si posiziona ai vertici del segmento ruota alta. Disponibile ad un listino di poco sopra i 3.000 euro, Scarabeo 200 porta finalmente questa cilindrata ad essere un segno distintivo sul mercato, come recita l'ultimo slogan attribuito dal marketing che lo identifica come il tredicesimo segno zodiacale. Volendo si può optare anche per la variante 125, con la stessa configurazione ma con meno potenza, e guidabile anche con patente B.

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Abbigliamento utilizzato:

Casco – Nolan N33

Giubbino – Tucano Urbano Steve

Guanto – Tucano Urbano MRK

Occhiali – Emblema 400GT

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