Prova Kawasaki ZX-10R 2011

26 luglio 2011

L’elettronica raffinata e la ciclistica da Superbike posizionano Kawasaki ZX-10R tra le sportive più potenti e sfruttabili al giorno d’oggi. I cavalli sono 200 ma il controllo di trazione predittivo e la rigidità del telaio li rendono alla portata anche degli utenti meno esperti.

DESIGN

Forme scultoree e tratti ben definiti caratterizzano la supersportiva 1.000 di Akashi che però ha l’ambizione di ben figurare nel mondiale Superbike a prescindere dal suo design. Il doppio faro si fa più squadrato e affilato, inserito in un cupolino sfaccettato e tagliente. Al centro troviamo la presa d’aria dinamica, mentre appena sopra è posizionato un cupolino protettivo, che agevola anche chi volesse utilizzare la sportiva Kawasaki su strada.

La vista dal ponte di comando offre una strumentazione estremamente compatta ma particolarmente completa, mentre più sotto troviamo la piastra di sterzo con la sommità della forcella BPF (Big Piston Fork). La carenatura è più attillata possibile intorno alle muscolose forme del quattro cilindri in linea ed associa anche alcuni parti in nero che contribuiscono a snellire ulteriormente la visuale. Anche il serbatoio è diviso in due e realizzato in bicromia.

La parola d’ordine al posteriore è compattezza. Il codino molto rastremato ospita lo strapuntino di emergenza per il passeggero, mentre le frecce sono ricavate poco più sotto in un codino originale e differente da quanto visto fino ad ora sulle sportive. Lo scarico è posizionato sulla destra e termina compatto mascherando lievemente il forcellone posteriore.

CICLISTICA

Per trovare una superiore efficacia nella guida al limite in pista i tecnici hanno plasmato al meglio l’unità di telaio a doppia trave in alluminio. Ora lo schema della parte anteriore del telaio corre diretta dalla piastra di sterzo fino all’attacco del forcellone. La nuova soluzione sfrutta un minor numero di componenti e saldature, ottimizzando rigidità, peso e qualità costruttiva. La nuova distribuzione geometrica rivede anche il baricentro, al fine di garantire una migliore manovrabilità e agilità nei cambi di direzione. Anche l’avantreno, che sfrutta la riuscita forcella Big Piston Fork, più leggera e precisa nel funzionamento, è stato rivisto nell’inclinazione e nell’avancorsa, entrambi ridotti per offrire più maneggevolezza. Resta tuttavia inalterato il carattere solido e granitico dell’avantreno che offre tanta stabilità in staccata e in percorrenza, rispondendo in maniera repentina e rigorosa alle sollecitazioni nei cambi di direzione.

Di serie troviamo l’ammortizzatore di sterzo Ohlins mentre al posteriore figura un monoammortizzatore orizzontale che lascia spazio allo scarico nella parte bassa, per centralizzare le masse.

Infine la posizione di guida, definita dal triangolo manubrio sella e pedane, è studiata ad hoc per consentire un’ottimale inserimento nella moto. La sensazione è quella di un tutt’uno con la moto che permette al pilota di interagire al meglio con ZX-10R. Il peso del veicolo è stato contenuto parecchio, arrivando ai 198 chilogrammi in ordine di marcia.

Nessun appunto al comparto frenante, composta da un trittico di dischi. All’anteriore lavora una coppia da 310 millimetri, comandate da un pinza radiale sempre omogenea nel funzionamento e poco incline ad essere spugnoso anche dopo diversi giri di pista.

PRESTAZIONI

Per ottenere un’elevata sfruttabilità in pista, i tecnici hanno puntato su potenza e gestibilità del propulsore. Buona parte della gestibilità viene dall’impiego di elettronica, ma anche la configurazione stessa del motore definisce un carattere facile. La coppia è stata infatti spostata verso regimi di rotazione più alti, mentre la rivisitazione dei numerosi componenti è stata orientata a ridurre le perdite di potenza per attrito. Migliorata anche la respirazione con un air box più capiente di un litro, ed un filtro aria più efficace di quasi il cinquanta per cento.

La potenza massima di circa 200 cavalli beneficia infine di un cambio completamente estraibile e tarato appositamente, con le prime marce più lunghe e le ultime più corte. Se sulle piste più strette questo dato può limitare la progressione in uscita dalle svolte lente, sui circuiti con curve più ampie permette di apprezzare al meglio il rendimento del motore e il tiro ai regimi più elevati. Oltre gli 8.000 giri il quattro cilindri Kawasaki è impressionante nell’erogare la potenza, ma resta sempre molto lineare favorendo il raggiungimento in breve tempo di velocità decisamente elevate.

ELETTRONICA

Kawasaki Zx-10R in chiave 2011 offre un pacchetto elettronico di controllo del motore particolarmente evoluto ed apprezzabile nel funzionamento. Il pilota può impostare il livello di potenza del motore e dell’intervento del traction control. Il primo offre tre livelli: potenza ridotta (per asfalti bagnati), potenza piena, oppure una via di mezzo gestita dalla centralina. In quest’ultimo caso, fino al 50 per cento di aperture delle farfalle l’erogazione è quella della mappa full, oltre il sistema legge i dati momento per momento e offre una curva di erogazione a metà strada tra la rain e la full.

Ancora più sofisticato ed esemplare nel funzionamento è il controllo di trazione cosiddetto ‘predittivo’. Denominato S-KTRC il sistema è impostabile su tre livelli che funzionano nel medesimo modo. Kawasaki ha cercato di rendere il più rapido possibile il calcolo dello slittamento della ruota posteriore, arrivando a definire un intervallo in cui il sistema interviene leggendo lo slittamento stesso e lavorando in crescendo fino a prevenire la perdita di aderenza. Così facendo si cerca di influire il meno possibile sul pilota e lo si aiuta a rendere la guida sempre più efficace. Rispetto ad altri sistemi più laboriosi nell’impostazione, l’S-KTRC dimostra un riuscito mix tra funzionalità e semplicità di utilizzo. Un parametro certo a vantaggio degli utenti del track day che potranno entrare subito in confidenza con le generose prestazioni della maxi sportiva ZX-10R.

CONCLUSIONI

La sofisticazione tecnica delle sportive di grossa cilindrata sfrutta sempre più quanto appresso nel mondiale Superbike. La tecnologia Kawasaki dimostra il proprio lato giapponese nella semplicità di utilizzo ed efficacia, portando ad un livello davvero elevato la fruibilità delle proprie prestazioni in circuito. La ciclistica rivista offre una guidabilità invidiabile, e fa passare in secondo piano una rapportatura un po’ lunga. La progressione del motore tuttavia si fa gasante e ripaga dei quasi 16.000 euro necessari per l’acquisto.

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