Prova Kawasaki Z750R

14 giugno 2011

Graffiante e performante, la nuova Kawasaki Z750R alza l'asticella delle prestazioni dinamiche della naked di Akashi. Il motore non cambia ma il design dedicato sfoggia una componentistica di qualità che offre divertimento ed efficacia di guida.

DESIGN
Partendo dall'accattivante base di Z750, la versione R aggiunge una personalità esclusiva ricorrendo ad una componentistica di livello e ad un design ricercato. La personalità è tuttavia sempre quella della Z che conosciamo: slanciata con il cupolino affilato, il serbatoio appuntito e lo snello codino. In questa versione il faro è incastonato in un contesto ancora più tagliente e sfaccettato, che si integra con la protezione della strumentazione aggressiva nera. Sempre all'anteriore troviamo una superiore estensione delle superfici verniciate nere come i fianchetti del parafango e del radiatore che affilano la vista d'insieme e la rendono più cattiva. L'accostamento con il verde, definisce la livrea bicolore (unica variante per questo modello) ulteriormente impreziosita da un bordino oro-bronzo sul serbatoio che richiama la finitura dei foderi forcella, l'ammortizzatore posteriore e il colore dei collettori di scarico. L'aggressività traspare infine dalle pedane in alluminio, verniciate in nero che si abbinano ai numerosi elementi del motore finiti in nero che alleggeriscono la vista d'insieme.
Tuttavia Kawasaki è andata oltre, distinguendosi sul mercato grazie a componenti ricercate e lavorate come il forcellone posteriore, che valorizzano sia il lato tecnico che estetico di Z750R.
La strumentazione adotta uno sfondo nero per la parte analogica, che indica i giri motore, mentre la porzione digitale offre le informazioni di velocità, orologio, temperatura del liquido di raffredamento, chilometraggio totale e parziale oltre al pratico livello di carburante. Le cifre digitali sono ben definite e di facile lettura e si abbinano alle spie ben visibili di informazione. La cornice strumentazione aggiunge un tocco di valore all'insieme grazie alla finitura oro-bronzo.

CICLISTICA
La componentistica esclusiva che equipaggia Z750R ne modifica sensibilmente anche il comportamento dinamico, che ora supporta anche le esigenze degli appassionati più sportivi e pistaioli. L'avantreno è stato interamente rivisto e ora adotta una forcella rovesciata da 41 millimetri, tarata appositamente per garantire un'efficace azione ammortizzante anche nella seconda parte dell'escursione. Come la forcella precedente è possibile regolare il precarico su entrambi gli steli, cui si aggiunge la possibilità di regolare l'estensione sempre su entrambi gli steli (solo su uno sulla versione base). Al posteriore troviamo invece un monoammortizzatore con serbatoio del gas separato, che offre una migliore costanza di rendimento, ed è tarato più rigido per supportare al meglio i carichi in curva. Inoltre l'escursione è incrementata rispetto al modello base, di pari passo con l'altezza della sella posizionata 10 millimetri più in alto. Cambia dunque leggermente anche la posizione di guida che insieme all'impugnatura rivista offre un superiore controllo del mezzo ad ogni andatura. La resa dinamica del nuovo schema di sospensioni appare più sostenuta e permette di alzare l'asticella rispetto al modello base. Le superiori performance sono poi coadiuvate dal prezioso ausilio delle coperture Dunlop 210 di primo equipaggiamento, particolarmente leste ad entrare in temperatura e garanti di un grip eccezionale ad ogni angolo di piega. La rivisitazione della forcella permette una guida più intuitiva e offre un sostegno valido anche guidando di forza, mentre l'unità posteriore soffre di una certa rigidità, che sugli asfalti meno lisci trasmette qualche colpo di troppo. L'equilibrio generale e le performance sportive sono merito anche del nuovo forcellone in alluminio pressofuso, più rigido del precedente e più fedele nel trasmettere le sensazioni della ruota posteriore.
Le varie modifiche ciclistiche comportano un alleggerimento del veicolo di circa due chilogrammi, raggiungendo un valore dichiarato pari a 224. Non si tratta ancora di un peso piuma ma è anche vero che una volta in movimento la mole del veicolo sparisce completamente.
Chiudiamo con l'egregio lavoro svolto dall'impianto frenante, grazie a dischi maggiorati, alle pastiglie riviste, alla pompa radiale e all'attacco radiale della pinza, la risposta alla leva trasmette un elevato mordente che regala frenate decise in ogni situazione. La presenza delle tubazioni in treccia metallica offre in aggiunta una certa costanza di rendimento anche durante le occasionali sessioni di pista. Disponibile anche in versione ABS.

PRESTAZIONI
Il motore quattro cilindri in linea di 750 centimetri cubici, caratterizza Z750 fin dalla sua nascita. La versione R non mostra novità su questo fronte, potendo già contare su di una potenza massima dichiarata di 106 cavalli e di una coppia di 78 Nm a 8.000 giri. L'unità di Akashi ci è piaciuta particolarmente per l'erogazione lineare e corposa ai regimi bassi e intermedi. In questo frangente anche il sound di scarico accompagna la spinta progressiva del propulsore che non solo offre una grinta notevole ma diverte soprattutto nei tratti più guidati. Il lavoro svolto sull'alimentazione e sul profilo delle camme appare dunque pienamente riuscito grazie ad una linearità da primato, che permette di riprendere con vigore in sesta da appena 1.500 giri avvertendo già la propensione di Z750R a raggiungere in breve la zona alta del contagiri. Questa fruibilità si abbina al generoso serbatoio da 18,5 litri che permette una buona autonomia a Z750R.
Durante la prova abbiamo apprezzato il basso livello di vibrazioni trasmesse al manubrio, mentre sulle pedane in alluminio ne abbiamo notato un livello lievemente più elevato. Nessun appunto alla trasmissione, silenziosa e funzionale, perfettamente abbinata al carattere lineare e generoso del propulsore.

CONCLUSIONI
Kawasaki Z750R rappresenta l'estrazione più sportiva della quattro cilindri naked giapponese di media cilindrata. Sospensioni riviste, impianto frenante potente, pneumatici performanti e design riuscito compensano la differenza di prezzo di circa 900 euro rispetto alla versione base. La guida divertente e il tiro lineare e corposo fin dai regimi più bassi, fanno passare in secondo piano il peso del veicolo, coinvolgendo il pilota ed elevando il divertimento di guida.

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Abbigliamento utilizzato:
Casco - Nolan N71 S2 N-Com
Giubbino - Alpinestars T-Dyno Air
Guanto - Tucano MRK

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