Prove
Prova Harley-Davidson Dyna Switchback
04 marzo 2013
Harley-Davidson Dyna Switchback, una cruiser o una touring? Una moto da viaggio ‘coast to coast’ o una custom per le serate in centro e i raduni? Vediamo nella prova come si mixano questi due aspetti unendo anche un generoso motore da 1.700 cc e una ciclistica “guidabile”.
Il mondo Harley-Davidson nasce infatti in America dove lo spirito di libertà spinge a macinare chilometri sulle Highway, tuttavia questo mondo è anche fatto di Special accattivanti e curate nel design che ai saloni (come Motor Bike Expo Verona) esibiscono uno stile di customizzazione sempre più esclusivo e personale.
Harley Davidson Dyna Switchback vuole un po’ unire questi due mondi con una moto “adattabile alla propria esigenza”
GUSTO AMERICANO
Il telaio è quello della serie Dyna, ovvero compatto e guidabile, il motore è il 1.700 cc, ovvero 103 pollici cubici, della Touring di alta categoria con una coppia elevata a regimi bassi e un colpo d’occhio che domina la scena nella vista sul cavalletto. Allo stesso tempo troviamo l’accuratezza in ogni dettaglio con una profusione di metallo cromato a tutto tondo che appaga parecchio l’occhio dell’appassionato. Della stessa qualità sono le verniciature sempre molto curate e di ispirazione “Special”.
Grazie infine al parabrezza e alle borse laterali che si smontano (senza l’ausilio di attrezzi) Harley Davidson Switchback cambia fisionomia soddisfando l’esigenza touring o custom. Il primo si smonta in pochissimi secondi e offre un riparo aerodinamico generoso e molto utile nei viaggi, una volta rimosso lascia in bella evidenza la cromatura del generoso faro tondo anteriore, incastonato sotto al sontuoso manubrio. Le borse invece seppur di capienza limitata sono molto eleganti esteticamente, perfettamente abbinate al contrasto con lo scarico cromato sulla destra. Il fissaggio semplice avviene attraverso una levetta all’interno delle borse da viaggio stesse e si accompagna alla chiusura senza manopole, visto che l’aggancio è interno e la cerniera esterna che funge da chiusura è realizzata con una generosa soluzione cromata. La linea bassa, il serbatoio sontuoso e i parafanghi allungati chiudono il quadro di questa affascinante Harley Davidson.
DESIGN
Harley Davidson Switchback rappresenta una novità nella casa di Milwuakee, una risposta ad esigenze più evolute e forse più europee dell’utilizzo di una moto. Partendo dalla configurazione di serie che si ispira alla Touring regina di famiglia, ovvero la Road King, troviamo un telaio più compatto e guidabile in differenti situazioni di guida e una serie di accessori facilmente smontabili (come parabrezza e borse laterali) che trasformano la moto in una classica cruiser in stile Harley.
Immancabile il gratificante colpo d’occhio dal ponte di comando, specie quando si entra in galleria con i numerosi riflessi luccicanti della cromature che appagano il pilota e trasmettono una sensazione di custom ricercata e preziosa. Cromature e verniciature sono curate fin nel minimo particolare e si associano alle finiture di livello, con gli unici particolari sottotono delle mollette che reggono il parabrezza che vibrano un po’ e dell’aggancio delle borse, che oltre ad essere un po’ complicato nel chiudere, è abbastanza rumoroso sulle sconnessioni.
Sul serbatoio emerge la distintiva strumentazione con il generoso tachimetro che ingloba un piccolo display digitale per le info di bordo, una sottile striscia di spie luminose e più sotto ancora il bel sistema di blocco del veicolo con un selettore chiudibile con serratura. Ai lati sono in bella mostra l’indicatore del carburante in cornice cromata sulla sinistra e il tappo del rifornimento cromato sulla destra. Comodi ed ergonomici i comandi al manubrio, con le leve regolabile che trasmettono la qualità delle finiture, che insieme a tutto il resto giustificano gli oltre 17.000 euro di listino.
Su una Harley Davidson il design non può infine prescindere dalla vista del generoso propulsore bicilindrico da 103 pollici cubici con la vistosa alettatura del raffreddamento ad aria, che lascia in bella vista sulla sinistra i collettori cromati che si uniscono in un terminale vistoso, basso ed elegante.
CICLISTICA
Come detto Harley Davidson Dyna Switchback sfrutta il telaio più versatile tra quelli a disposizione in tutta la gamma per una guida facile ed intuitiva grazie alla sella alta solo 695 mm, e grazie anche alla relativa compattezza ciclistica con baricentro molto basso che permette una maneggevolezza ai vertici della categoria. Tutto questo ferro tra le gambe per un peso di poco superiore ai 320 chilogrammi (un riferimento per la categoria) si apprezza soprattutto nella guida rilassata in souplesse su fondi lisci e in extraurbano. Lo schema delle sospensioni combinato ai cerchi a razze offre una guidabilità da moto, lontana dalla lentezza e paciosità delle Touring più grandi, e favorevole per affrontare con piglio adeguato anche i viaggi lungo strade tutte curve. La scarsa luce a terra porta presto a toccare con le generose pedane poggia piedi e ci convince che l’ideale di guida è proprio quello sfruttando la linearità di erogazione e la consistente mole di coppia disponibili ai regimi più bassi.
In autostrada emerge poi la stabilità del veicolo, che anche grazie al valido riparo offerto dal generoso cupolino, permette di digerire lunghi tratti senza prestare il fianco a critiche.
L’impianto frenante è sufficientemente dimensionato per le caratteristiche di Harley Davidson Dyna Switchback, con un mordente un po’ smorzato al’anteriore e un’azione molto più che convincente al posteriore. Infine apprezziamo la presenza dell’ABS di serie che scongiura ogni bloccaggio incrementando notevolmente la sicurezza di marcia.
PRESTAZIONI
Il Twin americano della Dyna Switchback da 103 pollici cubi, pari a ben 1690 centimetri cubici offre una generosa coppia di ben 126 Nm disponibile già da circa 3.500 giri/minuto. L’erogazione è sempre accompagnata dal vibrare caratteristico del propulsore di Milwaukee che non disturba nella guida ma identifica chiaramente l’appartenenza al segmento delle cruiser americane.
L’avviamento è sempre pronto e, grazie ad una frizione morbida e ben modulabile, partire non è un problema, con la Dyna che scatta pronta e molto fluida dai semafori. Con l’approssimarsi al regime di coppia massima si avverte anche una buona prontezza nella risposta ai comandi per effettuare sorpassi o repentine variazioni di velocità. La trasmissione primaria del tipo a catena si abbina alla finale a cinghia con cambio a sei marce, che azzera la rumorosità indesiderata e risulta intonata all’indole del veicolo e permette un piacere di guida davvero elevato.
Viste anche le doti ciclistiche, Harley Davidson Dyna Switchback si lascia condurre con naturalezza sia nei tragitti brevi che in trasferte ben più lunghe. I consumi nonostante la cubatura di quasi 1700 cc non sono mai esagerati visto anche i regimi di utilizzo per lo più i medio bassi. Inoltre il serbatoio di 17,8 litri e il bel indicatore cromato posizionato sul serbatoio permettono una facile gestione dell’autonomia del veicolo.
CONCLUSIONI
L’icona americana si trasforma a piacere in una touring o una cruiser facile e comoda per digerire viaggi a media e lunga gittata. La coppia del propulsore e il suo vibrare sono un richiamo forte per gli appassionati Harley che troveranno anche tante cromature e finiture curate. La comodità in sella è ai vertici della categoria mentre avremmo preferito una frenata con più mordente all’anteriore e un fissaggio dei bauletti più elastico. La tecnologia è bandita ma la sicurezza no e troviamo l’ABS di serie a completare una dotazione di tutto rispetto.
Tester: GN
Il mondo Harley-Davidson nasce infatti in America dove lo spirito di libertà spinge a macinare chilometri sulle Highway, tuttavia questo mondo è anche fatto di Special accattivanti e curate nel design che ai saloni (come Motor Bike Expo Verona) esibiscono uno stile di customizzazione sempre più esclusivo e personale.
Harley Davidson Dyna Switchback vuole un po’ unire questi due mondi con una moto “adattabile alla propria esigenza”
GUSTO AMERICANO
Il telaio è quello della serie Dyna, ovvero compatto e guidabile, il motore è il 1.700 cc, ovvero 103 pollici cubici, della Touring di alta categoria con una coppia elevata a regimi bassi e un colpo d’occhio che domina la scena nella vista sul cavalletto. Allo stesso tempo troviamo l’accuratezza in ogni dettaglio con una profusione di metallo cromato a tutto tondo che appaga parecchio l’occhio dell’appassionato. Della stessa qualità sono le verniciature sempre molto curate e di ispirazione “Special”.
Grazie infine al parabrezza e alle borse laterali che si smontano (senza l’ausilio di attrezzi) Harley Davidson Switchback cambia fisionomia soddisfando l’esigenza touring o custom. Il primo si smonta in pochissimi secondi e offre un riparo aerodinamico generoso e molto utile nei viaggi, una volta rimosso lascia in bella evidenza la cromatura del generoso faro tondo anteriore, incastonato sotto al sontuoso manubrio. Le borse invece seppur di capienza limitata sono molto eleganti esteticamente, perfettamente abbinate al contrasto con lo scarico cromato sulla destra. Il fissaggio semplice avviene attraverso una levetta all’interno delle borse da viaggio stesse e si accompagna alla chiusura senza manopole, visto che l’aggancio è interno e la cerniera esterna che funge da chiusura è realizzata con una generosa soluzione cromata. La linea bassa, il serbatoio sontuoso e i parafanghi allungati chiudono il quadro di questa affascinante Harley Davidson.
DESIGN
Harley Davidson Switchback rappresenta una novità nella casa di Milwuakee, una risposta ad esigenze più evolute e forse più europee dell’utilizzo di una moto. Partendo dalla configurazione di serie che si ispira alla Touring regina di famiglia, ovvero la Road King, troviamo un telaio più compatto e guidabile in differenti situazioni di guida e una serie di accessori facilmente smontabili (come parabrezza e borse laterali) che trasformano la moto in una classica cruiser in stile Harley.
Immancabile il gratificante colpo d’occhio dal ponte di comando, specie quando si entra in galleria con i numerosi riflessi luccicanti della cromature che appagano il pilota e trasmettono una sensazione di custom ricercata e preziosa. Cromature e verniciature sono curate fin nel minimo particolare e si associano alle finiture di livello, con gli unici particolari sottotono delle mollette che reggono il parabrezza che vibrano un po’ e dell’aggancio delle borse, che oltre ad essere un po’ complicato nel chiudere, è abbastanza rumoroso sulle sconnessioni.
Sul serbatoio emerge la distintiva strumentazione con il generoso tachimetro che ingloba un piccolo display digitale per le info di bordo, una sottile striscia di spie luminose e più sotto ancora il bel sistema di blocco del veicolo con un selettore chiudibile con serratura. Ai lati sono in bella mostra l’indicatore del carburante in cornice cromata sulla sinistra e il tappo del rifornimento cromato sulla destra. Comodi ed ergonomici i comandi al manubrio, con le leve regolabile che trasmettono la qualità delle finiture, che insieme a tutto il resto giustificano gli oltre 17.000 euro di listino.
Su una Harley Davidson il design non può infine prescindere dalla vista del generoso propulsore bicilindrico da 103 pollici cubici con la vistosa alettatura del raffreddamento ad aria, che lascia in bella vista sulla sinistra i collettori cromati che si uniscono in un terminale vistoso, basso ed elegante.
CICLISTICA
Come detto Harley Davidson Dyna Switchback sfrutta il telaio più versatile tra quelli a disposizione in tutta la gamma per una guida facile ed intuitiva grazie alla sella alta solo 695 mm, e grazie anche alla relativa compattezza ciclistica con baricentro molto basso che permette una maneggevolezza ai vertici della categoria. Tutto questo ferro tra le gambe per un peso di poco superiore ai 320 chilogrammi (un riferimento per la categoria) si apprezza soprattutto nella guida rilassata in souplesse su fondi lisci e in extraurbano. Lo schema delle sospensioni combinato ai cerchi a razze offre una guidabilità da moto, lontana dalla lentezza e paciosità delle Touring più grandi, e favorevole per affrontare con piglio adeguato anche i viaggi lungo strade tutte curve. La scarsa luce a terra porta presto a toccare con le generose pedane poggia piedi e ci convince che l’ideale di guida è proprio quello sfruttando la linearità di erogazione e la consistente mole di coppia disponibili ai regimi più bassi.
In autostrada emerge poi la stabilità del veicolo, che anche grazie al valido riparo offerto dal generoso cupolino, permette di digerire lunghi tratti senza prestare il fianco a critiche.
L’impianto frenante è sufficientemente dimensionato per le caratteristiche di Harley Davidson Dyna Switchback, con un mordente un po’ smorzato al’anteriore e un’azione molto più che convincente al posteriore. Infine apprezziamo la presenza dell’ABS di serie che scongiura ogni bloccaggio incrementando notevolmente la sicurezza di marcia.
PRESTAZIONI
Il Twin americano della Dyna Switchback da 103 pollici cubi, pari a ben 1690 centimetri cubici offre una generosa coppia di ben 126 Nm disponibile già da circa 3.500 giri/minuto. L’erogazione è sempre accompagnata dal vibrare caratteristico del propulsore di Milwaukee che non disturba nella guida ma identifica chiaramente l’appartenenza al segmento delle cruiser americane.
L’avviamento è sempre pronto e, grazie ad una frizione morbida e ben modulabile, partire non è un problema, con la Dyna che scatta pronta e molto fluida dai semafori. Con l’approssimarsi al regime di coppia massima si avverte anche una buona prontezza nella risposta ai comandi per effettuare sorpassi o repentine variazioni di velocità. La trasmissione primaria del tipo a catena si abbina alla finale a cinghia con cambio a sei marce, che azzera la rumorosità indesiderata e risulta intonata all’indole del veicolo e permette un piacere di guida davvero elevato.
Viste anche le doti ciclistiche, Harley Davidson Dyna Switchback si lascia condurre con naturalezza sia nei tragitti brevi che in trasferte ben più lunghe. I consumi nonostante la cubatura di quasi 1700 cc non sono mai esagerati visto anche i regimi di utilizzo per lo più i medio bassi. Inoltre il serbatoio di 17,8 litri e il bel indicatore cromato posizionato sul serbatoio permettono una facile gestione dell’autonomia del veicolo.
CONCLUSIONI
L’icona americana si trasforma a piacere in una touring o una cruiser facile e comoda per digerire viaggi a media e lunga gittata. La coppia del propulsore e il suo vibrare sono un richiamo forte per gli appassionati Harley che troveranno anche tante cromature e finiture curate. La comodità in sella è ai vertici della categoria mentre avremmo preferito una frenata con più mordente all’anteriore e un fissaggio dei bauletti più elastico. La tecnologia è bandita ma la sicurezza no e troviamo l’ABS di serie a completare una dotazione di tutto rispetto.
Tester: GN
